Food Design 2.0

Food Design 2.0 prende ispirazione e spunto dal web 2.0 del quale sposa i significati, gli scopi ed i contenuti.
Il web 2.0 consiste in un nuovo modo di utilizzare Internet con l'ausilio di nuovi strumenti che permettono la partecipazione attiva degli utenti nel processo di sviluppo della rete. Il web 2.0 a differenza del web 1.0 è partecipativo: a disposizione degli utenti ci sono servizi per intervenire e creare contenuti nella rete. Mentre prima il processo di editing era uno a molti oggi è molti a molti e per realizzarlo non bisogna conoscere i linguaggi di programmazione. Con il web 2.0, nei servizi e nello spirito del web, c'è stata una vera e propria evoluzione: si è passati dal web elitario a quello partecipativo".
Con lo stesso spirito Food Design 2.0 crea un modello di Design open source nel quale siano gli utenti a costruire i contenuti derivati dall'esigenza. Il compito dei designer è quello di provvedere alla progettazione delle adeguate interfacce user-friendly o user capable in funzione delle indicazioni della comunità di utenti che richiedono lo sviluppo di un prodotto per una specifica esigenza in ambito alimentare.
Food Design 2.0 è un'iniziativa di Food Design Studio volta a creare una piattaforma di scambio nella quale siano gli utenti a costruire insieme ai designer i prodotti che desiderano, sfruttando le opportunità del web 2.0 si formeranno gruppi di lavoro in cui designer, aziende ed utenti finali interagiranno tra loro.

Food Design links

WIKI DESIGN 2.0 significa possibilità di condividere un progetto aperto tra gli utenti di una Design Community basata sulle regole e gli strumenti del web 2.0 tipici di un Social Network.
Il modello Open Source applicato al campo della progettazione e della produzione industriale tramite una piattaforma di lavoro che si basa su strumenti alla portata di tutti come: Wikipedia, Knol, Forum, Blogs, Skype, Second Life, Augmented reality.

Il modello Linux ed il fenomeno Wikipedia sfruttando diverse logiche di business ci insegnano che c’è un sistema alternativo per la condivisione della conoscenza attraverso la rete.
Se un’azienda come Novell ha dato una svolta al mercato acquisendo una “distro” linux (Suse) per plasmarla sulle proprie necessità e ridistribuirla ai clienti, o il fenomeno Mandriva sono sempre in costante crescita, significa che anche il mondo del design è ora che faccia le dovute considerazioni su modelli di business alternativi e soprattutto sulle possibilità che le nuove architetture di rete mettono a disposizione per la condivisione della conoscenza.

Nel modello del Design 2.0 che abbiamo prefigurato le Community sono composte dai consumatori che hanno l’esigenza, i designer e le aziende pronte a produrre per soddisfare l’esigenza proposta dal Social Network. Nessuno paga qualcosa… tutto il processo pre-produttivo è open source… la community ha tutte le agevolazioni del caso per l’acquisto una volta che l’azienda mette i prodotti sul mercato oppure un guadagno derivato dalle royalties sulle vendite dei prodotti creati grazie al lavoro della community.

Durante WIKI FOOD DESIGN a Macef 2008 è possibile assistere a delle simulazioni dei laboratori funzionanti attraverso la piattaforma web 2.0 di questo sito con ftp sharing, p2p, blog, delocalizzazione dei laboratori sul territorio woldwide e utilizzo di augmented reality + prototipazione rapida. Il Politecnico di Milano interviene con un laboratorio di Augmented Reality e Marco Maggioni in orari prestabiliti sarà a disposizione del pubblico per sessioni di live design i cui risultati potranno essere visionati in real time proprio attraverso la Augmented Reality.

Un processo 2.0 è quello che ha fatto nascere Blackle http://it.blackle.com - http://www.blackle.com/it/about pensiamo a quanti benefici un progetto come questo può portare se tutti adottassimo questo accorgimento o se Google stesso modificasse la sua Brand Identity.

Food Design

Food Usability

Come il Food Design 2.0 prende spunto dal WEB 2.0 la Food Usability si ispira alle norme di usabilità dettate dal W3C per il WEB applicate nella real life in particolare al Food Design e all'architettura alimentare.

L'usabilità è definita dall’ISO (International Standard Organization), come l'efficacia, l'efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono determinati obiettivi in determinati contesti. In pratica definisce il grado di facilità e soddisfazione con cui l'interazione uomo-strumento si compie.
Il problema dell'usabilità si pone quando il modello del progettista (ovvero le idee di questi riguardo al funzionamento del prodotto, che trasferisce al Design del prodotto stesso) non coincide con il modello dell'utente finale (ovvero l'idea che l'utente concepisce del prodotto e del suo funzionamento).
Il grado di usabilità si innalza proporzionalmente all'avvicinamento dei due modelli (modello del progettista, e modello dell'utente).
Progettare seguendo i criteri del “Usable Food”, funzionalità, ergonomia, accessibilità, usabilità, anatomicità, praticità, comfortable, user-friendly, sono alcune delle caratteristiche che un prodotto deve possedere per rispondere alle norme di corretta progettazione.
Razionalità, logica e buon senso uniti alla creatività, sono i fattori che determinano il successo di un prodotto, l’accessibilità all’uso da parte dell’utente premia la ricerca.
Per poter progettare correttamente un prodotto che soddisfa un’esigenza bisogna averla sentita in prima persona.
Per quanto ci si possa avvicinare, mai si potrà pensare di risolvere le problematiche di un portatore di handicap se non si è vissuta la sua problematica quotidiana.
Qui diventa importante il contatto stretto nella fase di metaprogetto con un gruppo di individui che sente quell’esigenza, e per questo diviene strumento fondamentale il Food Design 2.0.

Nella figura sopra Il logo della Food Usability

Food Design

La filosofia è più semplice di quanto si possa immaginare… Applicare con buon senso le regole del Design che hanno funzionato perfettamente in settori quali l’auto, l’arredamento, l’elettrodomestico al comparto alimentare.
Food Usability for Human needs: Food Design Studio per primo scopre ed applica nel comparto alimentare il concetto di Food Usability anche detto Food to use; il design è da usare, da vivere, da consumare, non da guardare. In campo Food la funzione assume un carattere ancora più importante.
Nel Food Design, per la prima volta l'ergonomia si occupa di parti del corpo che interagiscono con gli strumenti all’interno del corpo umano.
Nella progettazione di interfacce alimentari è fondamentale rispondere ad un contesto di consumo e alle esigenze del consumatore.
Non accettiamo per Food Design tutto ciò che è decorazione, o Food Styling, Food Art, Show Food, media Food e altre forme di rappresentazione, comunicazione o spettacolarizzazione che vedono gli alimenti come protagonisti.
“FoodToUse”: Quando il design va oltre la forma.

In figura sopra: Food to Use - il logo della Delegazione ADI Food Design (realizzato da Mauro Olivieri)

Download presentazione Food Design 2.0 in Power Point >>>

Keywords:
Food Designed around a human needs
Food created for human needs
Food made for a human needs
Food to Use
Food Usability
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Utilism e supernormal by Jasper Morrison